In ospedale, pasti solidali durante emergenza: l’iscritto Sardex è anonimo.

Alle storie di dichiarata generosità nel Circuito Sardex si affiancano quelle di imprenditori che chiedono di restare anonimi. Una scelta ugualmente nobile che descrive un altro volto dell’altruismo ai tempi del Corona virus.

C’è chi sceglie di raccontare al mondo le proprie iniziative perché la notizia arrivi anche a coloro che ne hanno bisogno e chi, come in questo caso, sceglie di dare un contributo della stessa portata restando nell’anonimato.

La storia che raccontiamo oggi è quella di un iscritto che da qualche tempo contribuisce alla fornitura di pasti in un Pronto Soccorso locale. Niente nomi di persone o attività questa volta, niente località. Ci raccontano che lo fanno per dare una mano alla comunità e agli operatori sanitari che in questo momento così difficile si stanno prodigando per essere sempre pronti alle emergenze. Preferiscono continuare a lavorare per gli altri nell’anonimato, facendo il possibile e oltre per aiutare il prossimo senza chiedere niente in cambio. Il tutto poi, continuando a offrire un servizio anche ai loro clienti nonostante le radicali modifiche all’attività che ultimamente molti esercizi commerciali sono stati costretti ad adottare per via dei recenti decreti.

Il pensiero va subito a quanti nella community Sardex -e non solo- in questo ultimo mese hanno impegnato tempo e risorse in ogni parte della Sardegna e dell’Italia. In un momento in cui il primo pensiero va alla propria sicurezza economica e fisica, molti si impegnano nonostante tutto con gesti grandi e piccoli di solidarietà per dare un segnale di aiuto alla comunità.

Pasti caldi, acquisti dai negozi locali, donazioni o semplicemente momenti di creatività e svago condivisi con tutti tramite il web o dal balcone di casa. Tra le persone sembra essersi rinnovato quel sentimento di vicinanza e unione che non mira a cercare notorietà bensì vuole essere una mano tesa verso l’altro e, anche se solo virtualmente, una vera e propria stretta di aiuto e solidarietà.

Per questo motivo quando il team dietro l’azienda ci ha chiesto di non divulgare nomi e informazioni, la richiesta non ci ha sorpreso. Tutta la comunità sta vivendo un momento di fermento in cui ora più che mai bisogna restare uniti e anche i gesti che non fanno rumore sono ugualmente preziosi.

Noi come Circuito e come comunità, vogliamo ringraziare anche coloro che stanno operando nell’anonimato. Da chi lascia una pizza sospesa nel locale vicino a casa a chi offre pasti caldi a ospedali, operatori sanitari o persone della stessa città. Siamo convinti che la forza della rete stia proprio nel collaborare insieme in questi momenti e nel creare delle connessioni che, anche dopo l’emergenza, aiuteranno la comunità a rialzarsi più forte che mai.

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