«Con Sardex realizzerò il progetto che volevo»

Nicola Cocco inaugurerà a breve a Quartu il nuovo studio dentistico, una struttura eco-sostenibile e autosufficiente dal punto di vista energetico con apparecchiature di ultima generazione. Nel Circuito ha trovato materiali di qualità e servizi essenziali per dare concretezza al suo sogno.

«Grazie a Sardex ho potuto realizzare questo progetto così come era nelle mie intenzioni». Tuttavia, per capire in che modo il Circuito lo abbia aiutato a dare forma fedele al suo sogno bisogna visitare quello che – a breve – sarà il nuovo studio dentistico.

Nicola Cocco guarda soddisfatto la sua creatura, un parallelepipedo bianco in legno (gran parte proveniente dall’Austria) con enormi vetrate, incastonato tra sedici ulivi che punteggiano il giardino su ogni lato, in viale Marconi 100 a Quartu Sant’Elena.

«L’edificio è completamente eco sostenibile, è costruito seguendo criteri di bioedilizia e avrà le certificazioni Gold e Nature in materia d’autosufficienza energetica e per la qualità dei materiali impiegati. Il primo nel suo genere nell’isola. Il tetto-giardino ha un sistema di raccolta delle acque piovane che sono convogliate in sette vasche da 10 metri cubi ciascuna; quanto recuperato servirà ad innaffiare il giardino e alimenterà gli sciacquoni dei servizi. La fitodepurazione garantirà il riutilizzo dei reflui fognari per la sub irrigazione».

Grande attenzione è riposta pure nell’allestimento degli spazi: «Abbiamo riservato ai bambini parte della sala d’aspetto e anche una stanza apposita con poltrona odontoiatrica a forma di drago, zona strumenti a forma di medusa e tutta una serie di adesivi che abbelliranno le pareti, così da creare un’atmosfera capace di metterli a proprio agio. Nei bagni ci sarà un fasciatoio, i sanitari avranno altezze e misure adeguate. I pazienti con mobilità ridotta, invece, si muoveranno in ambienti privi di barriere architettoniche. Relativamente alle strumentazioni avremo una tac combine con ridotta emissione di raggi».

Dietro ogni scelta fatta c’è quasi sempre il Circuito. La lista dei beni e dei servizi comprati nella rete è notevole: il basalto per il muro di cinta, la sabbia, il sasso lavato per il piazzale, parte della struttura in legno che ospita sul tetto l’impianto fotovoltaico, anch’esso realizzato in misura importante in crediti e capace di assicurare autosufficienza energetica e col quale si alimenteranno pure le colonnine di ricarica di auto elettriche. Ancora: tutte le opere di falegnameria e di carpenteria metallica, le pitture naturali, il banco della reception, il sughero per effettuare l’isolamento e alcuni complementi d’arredamento. «L’investimento è consistente, il 10% del totale è fatto in sardex, vale a dire svariate decine di migliaia di crediti».

A regime sono previste alcune assunzioni – due segretarie e due assistenti alla poltrona – e anche le nuove figure professionali saranno coinvolte appieno nel Circuito «vorrei che prendessero parte delle loro spettanze in crediti».

Sardex però è un pilastro non solo in questo progetto: «Lo considero un partner essenziale in tutta l’attività professionale. Il Circuito ha avuto grande fiducia nei miei confronti, ho usufruito di un fido a tasso zero in virtù di un rapporto profondo, fondato su un patto ancor prima che su un contratto. Sono nel network dal 2014, mi hanno incuriosito alcuni amici, ho il solo rimpianto di non aver aderito prima. In questi anni ho visto crescere i clienti e il fatturato che, per la parte in crediti, è aumentato del 15%. Siamo nel settore da 35 anni e abbiamo fatto del passaparola e del nostro buon nome le basi del successo. Sardex – conclude il giovane professionista – è un modo geniale per creare una comunità dove le relazioni fiduciarie sono il motore di ogni iniziativa».

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