Sardex e le (buone) monete complementari, l’analisi di Massimo Amato

L’economista, intervistato da Valori, spiega le caratteristiche del Circuito e delle buone monete complementari in generale evidenziando le grandi differenze rispetto ai minibot. Qui una breve sintesi e il link all’articolo originale. Buona lettura.

Ancoraggio alla moneta ufficiale, restrizione strutturale (funzionale o territoriale) alla loro circolazione, accettazione volontaria, multilaterale, non convertibile, tracciabile elettronicamente e monitorabile da un gestore centrale. Sono le caratteristiche principali di Sardex e, in generale, delle buone monete complementari secondo Massimo Amato.

L’occasione è il dibattito pubblico creato dal tema minibot nel quale l’economista, docente di Storia Economica all’Università Bocconi di Milano, interviene con puntualità sottolineando le grandi differenze tra questi due strumenti. Amato, nel suo ragionamento, afferma testualmente che «una moneta complementare deve essere fatta addirittura meglio di come è fatta la moneta ufficiale».

Sotto questo profilo la differenza la fa proprio l’accuratezza con la quale Sardex e i sui omologhi sono concepiti: «Le monete complementari sono caratterizzate da un ancoraggio, in genere con un rapporto uno a uno, con la moneta ufficiale (per noi l’euro), e da una restrizione strutturale alla loro circolazione, restrizione che può essere territoriale o funzionale. Sono ad accettazione volontaria, cioè è sempre possibile, a fronte di un proprio credito espresso in euro, rifiutare di essere pagati con esse. Ciò significa, come non mi stanco mai di ripetere, che una moneta complementare deve essere fatta addirittura meglio di come è fatta la moneta ufficiale».

Proseguendo nella analisi l’economista fa riferimento esplicito più volte a Sardex quale esempio virtuoso: «Il Sardex, come tutte le monete dette di “mutuo credito” basate sulla compensazione multilaterale, è denominato in euro, ma non è convertibile in euro. È  tecnicamente una moneta di conto per tenere i rapporti di debito e credito fra gli aderenti al sistema, i quali spendono una moneta elettronica. Ciò significa che un attivo denominato in Sardex può essere usato solo per acquistare beni o servizi all’interno del circuito. Gli attivi non sono remunerati, quindi non ha senso volerli accumulare oltre le proprie esigenze di cassa. Ma soprattutto ciò che caratterizza il Sardex è la multilateralità. Ogni impresa ha un diritto di sconfinamento, può cioè acquistare prima di aver venduto e accumulato Sardex. Si indebita, e ripaga il suo debito vendendo successivamente, e non necessariamente all’impresa da cui ha acquistato. Questa possibilità di “triangolare” e di “differire” il pagamento dei debiti commerciali è la ragion d’essere di un sistema di compensazione. Che vale, ma come fattore di velocizzazione, nel caso dei crediti. L’impresa A che ha ricevuto Sardex dall’impresa B può immediatamente spenderli presso l’impresa C che a sua volta può fare la stessa cosa con altre imprese».

Qui il link all’articolo integrale apparso su Valori.it

INSERITO IN:

Tag:

I commenti sono chiusi.

Ultime Recensioni