Sardex su L’Unione Sarda

Il quotidiano cagliaritano dedica un approfondimento ai meccanismi di funzionamento e alle caratteristiche fondamentali del Circuito in un servizio firmato dal giornalista Mauro Madeddu che ha intervistato l’amministratore delegato Gabriele Littera. Di seguito un breve riassunto, la versione integrale a pagina 12 dell’edizione odierna dell’Unione Sarda.

Complementare all’euro e con pari valore (1 sardex=1 euro), non convertibile, di sostegno all’economia del territorio e al lavoro, fiduciario. Queste le qualità fondamentali di Sardex sintetizzate dall’amministratore delegato Gabriele Littera, e riprese dal giornalista dell’Unione Sarda, Mauro Madeddu.

Il pezzo, apparso oggi sul quotidiano cagliaritano a pagina 12, focalizza l’attenzione sul Circuito con un articolo che evidenzia la profonda differenza della moneta complementare nata nell’isola nel 2010 rispetto all’universo multiforme, poco chiaro e magmatico delle criptovalute come Bitcoin con quest’ultima diventata oggetto di speculazione finanziaria globale.

«Rispetto alle criptovalute, noi siamo un’altra cosa – chiarisce Littera- abbiamo sviluppato una rete di operatori economici locali e gestiamo rapporti di mutuo credito tra coloro che aderiscono. Abbiamo una caratterizzazione su base geografica e facciamo il possibile affinché il mutuo credito aiuti un determinato territorio».

Caratteristiche che pongono Sardex agli antipodi rispetto alle criptovalute sulle quali c’è un problema sempre più pressante di assenza di regole a livello mondiale.

Il modello inaugurato da Sardex, fondato su valori quali la reciprocità, la fiducia, il mutuo sostegno, ha permesso a migliaia di aziende e di professionisti tanto nell’isola – dove ci sono oltre 4 mila aderenti – quanto nelle altre undici regioni in cui sinora è stato replicato il Circuito di Credito Commerciale (dove ci sono nel complesso circa 5 mila iscritti) di trovare un mercato complementare rispetto a quello tradizionale in euro.

Un network nel quale scambiarsi reciprocamente beni e servizi trasformando il proprio potenziale produttivo inespresso in business aggiuntivo. Dando così la possibilità al tessuto produttivo locale di trovare spazi ulteriori di crescita e di consolidamento che hanno effetti positivi non solo sui conti delle aziende ma anche sulla qualità delle relazioni, vera base dell’economia a cui vine restituita la sua centralità.

 

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