Riccardo Porta: «Sardex ha ridato valore e slancio alla cooperazione»

L’imprenditore ripercorre la storia quasi centenaria dell’azienda di famiglia; da piccola bottega di paese a gruppo con robuste radici nel territorio che ha trovato nel Circuito occasioni di guadagno e relazioni proficue.

Sardex? Il lievito madre dei loro affari. Nel racconto di Riccardo Porta, 27 anni, la quarta generazione al timone dell’azienda creata dalla bisnonna Chiara, c’è tutta la passione per un lavoro che dal 1918 è una vera e propria questione di famiglia; un’avventura che da poco più di un lustro ha un componente nuovo: il Circuito di Credito Commerciale. «Ci siamo iscritti nel 2011 – racconta il giovane imprenditore, oggi responsabile commerciale e comunicazione dell’azienda “Panificio e Pasticceria Porta”– ed è stata una scelta felice».

Laurea in comunicazione e marketing a Urbino, Riccardo ripercorre le tappe di un gruppo con 25 dipendenti e diversi punti vendita ma con solide radici a Gonnosfanadiga dove tutto ha avuto inizio, quasi un secolo fa; prima nel centro del paese e, successivamente, nella zona artigianale dove si trova il capannone di circa mille metri quadri, cuore della produzione di pane, pasta e dolci. «Il nostro modo di lavorare è profondamente cambiato nel tempo, siamo passati da una panificazione lenta, incentrata sul pane tradizionale, a una molto più veloce, fondata su quantità ingenti e materie prime come la farina 00 e il lievito di birra dalla resa infinitamente più alta. In tutto questo tumulto mio nonno Peppino, vuoi per diffidenza vuoi per attaccamento alle radici, pur sposando le nuove esigenze non ha mai smesso di coltivare il lievito madre di mia bisnonna che custodiamo ancor oggi, rinfrescandolo quotidianamente per la panificazione successiva. Mio padre, Gianfranco assieme, ai fratelli ha ereditato un’azienda con qualche difficoltà ma con uno storico importante che alla fine degli anni Novanta ha iniziato a espandersi».

Il primo punto vendita nel Medio Campidano è stato aperto a Serramanna, poi a seguire gli altri per un totale di dieci gestiti dal signor Gianfranco e dalla sorella, Chiara. Tra gli ingredienti del successo: attenzione alla qualità, nuovi servizi e uso sapiente del Circuito. Per spiegare i benefici dell’adesione, Riccardo racconta un aneddoto: «Il 25 dicembre stavo lavorando nel negozio di via Cocco Ortu a Cagliari, che tra l’altro abbiamo realizzato quasi interamente in crediti, e a pochi minuti dalla chiusura erano avanzate tre torte; a un certo punto è entrata una ragazza che le ha acquistate tutte in sardex. In euro non sarebbe accaduto, la cliente è venuta appositamente a trovarci, non era nemmeno di Cagliari. L’iscritto al Circuito ha una propensione alla spesa maggiore rispetto al consumatore che ha solo euro a disposizione. I servizi di buffet e di catering sono una riprova di questa tendenza, i clienti che li pagano in crediti sono tantissimi».

Incassi che hanno avuto effetti positivi sulle scelte manageriali: «Sardex rappresenta circa il 7-8% del nostro fatturato ma in alcuni casi, come la panetteria di Villasor, costituisce una voce ben più importante; incremento che ci ha convinti a non spostare il negozio nonostante la flessione degli introiti in euro».

Il Circuito tuttavia rappresenta uno sbocco fondamentale pure sul fronte delle spese aziendali e personali: «Usiamo i crediti per comprare tanti beni e servizi, dalle divise del personale, al pellet per il forno, alle grafiche e stampe, sino al packaging. Abbiamo persino dato premialità ai nostri dipendenti. Per quanto mi riguarda trovo nel network infinite opportunità che vanno dalla spesa alimentare al vestiario passando per i pranzi e le cene in ristorante. Ho comprato parte dell’autovettura e mi sono anche fatto diverse vacanze in strutture aderenti alla rete. Merito anche di un servizio broker efficientissimo e sempre pronto ad aiutarti a sfruttare al meglio tutte le offerte. Quest’anno cercheremo di modernizzare ulteriormente la nostra attività e sono sicuro che il Circuito ci darà una grossa mano d’aiuto. Sardex – conclude Riccardo – ha ridato valore alla cooperazione sfatando il luogo comune che vede i sardi incapaci di stare assieme».

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