«Le monete complementari come Sardex fanno crescere l’economia»

Massimo Amato, in un lungo articolo su Valori interviene nel dibattito sulla crescita economica e sottolinea l’importanza e l’urgenza di monete complementari ben fatte citando Sardex, considerato dati alla mano tra gli esempi migliori e più riusciti.

La ripresa economica in Europa? Passa (anche) per le monete complementari ben fatte come Sardex. È la tesi – dati alla mano – sostenuta da Massimo Amato in un lungo articolo pubblicato questa mattina su Valori.

Amato, docente di Storia Economica all’università “Bocconi” di Milano e autore di diverse pubblicazioni sulla storia della moneta, interviene nel dibattito pubblico mai sopito sul tema della crescita economica e sostiene con vigore come  monete complementari ben progettate possano incidere positivamente sull’aumento della ricchezza. Proprio il design, il modo in cui le si pensa, è la parte più importante.

Secondo il docente gli sforzi debbono concentrarsi in questo ambito; la riforma intelligente o – come la definisce lui stesso – “una buona innovazione monetaria” ha a suo giudizio un criterio di riconoscimento: «La buona moneta è fatta in modo tale da circolare e rendere possibili scambi che senza di essa non possono aver luogo. C’è un evidente rapporto- prosegue Massimo Amato – fra l’esigenza di uno stimolo della domanda e la disponibilità di moneta in circolazione: la domanda è effettiva quando non risponde solo, astrattamente, a bisogni reali, ma quando si esprime con una concreta disponibilità a spendere del denaro che si ha».

Proprio partendo dalla circolazione e dal rapporto con il territorio, Amato cita due esempi riusciti fra gli innumerevoli: il Wir nato nella Svizzera degli Anni ‘30 «e la sua ripresa più innovativa: il Sardex, che dal 2010 cresce sistematicamente e consente a un numero importante di imprese sarde di farsi credito mutualmente, e di sostenere la domanda per i loro prodotti, estendendosi anche ai loro dipendenti, che accettano di ricevere una parte del loro salario in moneta complementare».

Nessuna velleità sostitutiva rispetto all’euro quanto, piuttosto, una preziosa attività complementare che consente di riattivare gli scambi nel territorio, dando fiato e linfa nuova all’economia locale in tutte le sue componenti: imprese, onlus, associazioni, consumatori.

Qui il link all’articolo, buona lettura!

 

*foto tratta dal sito di Valori.it

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