L’elogio di Sardex il “denaro straniero”

Il sociologo Gian Paolo Lazzer dedica al Circuito una parte del suo libro “Nuove traiettorie del denaro. Per una sociologia delle pratiche monetarie”. Di seguito vi offriamo una sintesi.

«Sardex è nato come denaro straniero al circolo classico e ha saputo portare sostanziali novità nel mondo della finanza». Questa è una (fra le tante) qualità di Sardex evidenziata da Gian Paolo Lazzer nel libro “Nuove traiettorie del denaro. Per una sociologia delle pratiche monetarie” edito da Franco Angeli.

L’autore, assegnista di ricerca nel Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, riannoda i fili di un legame reciso, quello tra denaro e comunità. Come un archeologo, Lazzer scava nella storia, sulle tracce di questo rapporto perduto, con lo scopo di dimostrare l’intima connessione fra il denaro e la società, in netta controtendenza rispetto all’approccio dominante, tecnicistico e finanziario, che ne ha stravolto senso e natura rendendo oscuri e quasi magici – per iniziati – i processi di creazione e di circolazione dello stesso.

Il denaro, infatti, è plasmato e modellato dalle comunità in cui circola. Sulla scorta di questo assunto, Lazzer evidenzia come il monopolio della gestione e della produzione statale dello stesso sia stato messo in discussione da nuove e sempre più frequenti forme di denaro.

Tra le esperienze citate, l’autore richiama quella di Sardex cui è dedicato un capitolo di approfondimento nel quale si riepilogano i tratti salienti del progetto. Un excursus ampio, offerto ai lettori con parole chiare e tese a mettere in risalto l’importanza e l’impatto economico-sociale del progetto, fondato su solide basi valoriali.

Fra i meriti maggiori, evidenziati nel capitolo, vi è quello d’aver basato l’idea su un coinvolgimento emozionale e civico degli aderenti riattivando quel nesso fra denaro e comunità seppellito dal tecnicismo. Perché Sardex è, prima di tutto, comunità valoriale fondata su: reciprocità, fiducia, trasparenza, condivisione, chiarezza e profondo legame con il territorio.

Un modello, capace di riattualizzarsi continuamente, che è espressione dei bisogni di una collettività economica e sociale. Non un monolite distante anni luce dalle persone ma una rappresentazione viva e al passo con le loro esigenze.

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