Finanziare i festival? Col crowdfunding!

Per la sesta edizione dello Skepto Film Festival parte la campagna di crowdfunding per sostenere e organizzare al meglio l’evento di quest’anno.

Tagli ai finanziamenti pubblici e crisi economica sono due criticità ricorrenti di questi tempi. Per reazione, sempre più, sia privati che associazioni stanno adottando il crowdfunding, meccanismo partecipato di finanziamento collettivo per realizzare e diffondere progetti, soprattutto in campo culturale. Per la prima volta l’associazione Skepto, che organizzerà quest’anno la sesta edizione del festival di cortometraggi Skepto International Film Festival, in programma a Cagliari dal 14 al 18 aprile 2015, ha lanciato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Indiegogo.

Skepto-Film-Festival-sardex-crowdfunding“Ci piace molto l’idea di questo tipo di finanziamento perché è molto in linea con lo spirito di Skepto, che si basa soprattutto su coinvolgimento e partecipazione a tutti i livelli”, ci racconta Francesca, dell’associazione Skepto. “Sia i cortometraggi iscritti che la risposta di pubblico sono aumentati esponenzialmente nel corso delle cinque passate edizioni, in un modo che ha sorpreso noi organizzatori per primi. Dal centinaio di corti iscritti alla prima edizione (2010) siamo passati a 213 nel 2011, 280 nel 2012, e balzati a 600 nel 2013, cifra che è stata raggiunta e superata nella scorsa edizione e anche per quella imminente; da tutta questa mole cinematografica selezioniamo una programmazione di circa 150 cortometraggi che vengono proiettati gratuitamente nelle diverse sessioni durante il festival. 

L’obiettivo è quello di incoraggiare e dare visibilità ai filmmaker indipendenti di tutto il mondo, creando uno spazio aperto per il confronto e lo scambio interculturale. 

Il meccanismo su cui si basa la raccolta fondi è quello del reward-based crowdfunding, ovvero finanzio e ottengo una ricompensa. Nel caso dello Skepto, i premi, per chi decide di supportare l’evento, vanno dalle spille alle magliette del Festival, fino alle poltrone riservate per l’intera durata della rassegna. Quello reward è uno dei modelli di crowdfunding più diffusi, ma c’è anche il donation-based (senza ricompensa), l’equity-based (si ottengono quote di società, vedi il progetto di Lìberos) e il lending-based (che prevede tassi di interesse). Il crowdfunding si sta configurando quindi non solo come un processo di finanziamento dal basso, ma un vero e proprio fenomeno sociale. Tra le campagne più riuscite, ricordiamo quella promossa per il Festival di Giornalismo di Perugia. Nel 2013 era stata annunciata la fine della manifestazione per carenza di fondi, ma grazie all’intuizione della sua fondatrice, la giornalista Arianna Ciccone, il festival si è potuto realizzare grazie appunto, al crowdfunding. La cifra raccolta alla fine: 110 mila euro.

L’associazione culturale Skepto ha invece come obiettivo minimo raccogliere 5mila euro per organizzare la rassegna internazionale cinematografica, di natura competitiva, dedicata ai cortometraggi, in programma nel quartiere Marina di Cagliari a metà aprile. Lo Skepto International Film Festival è aperto a film di ogni genere, stile e budget di produzione: cortometraggi narrativi, documentari, animazione, videoclip musicali, videoarte, cortometraggi sperimentali, new media format, mobile videos. La palla ora passa al “crowd”, alla folla, sarda e non, vista la natura spiccatamente internazionale del festival.

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