Cermed punta al rilancio con la piastrella a chilometro zero

L’azienda di Guspini sta portando avanti la strategia di radicamento nell’isola. Dalle materie prime sino alle scatole per imballaggi, un progetto che si concretizza anche grazie a Sardex. Il racconto di una giornata nello stabilimento assieme ad EjaTV.

Stabilimento Ceramica Mediterranea di Guspini. L’emblema del nuovo corso aziendale è un tavolo ovale – al centro della sala riunioni – con quattro sedie attorno, ognuna delle quali è occupata durante le riunioni da una sorta di direttorio: Nicola Sarriu (responsabile manutenzioni e investimenti), Carla Cicilloni (responsabile ambiente, sicurezza, scelta e logistica), Antonio Melis (responsabile di processo) e Lorenzo Porta (responsabile di produzione). «La gestione è partecipata – sottolineano i vertici aziendali – e si basa sul confronto costante con i dipendenti che sono sempre informati sullo stato finanziario dell’azienda e sono coinvolti nelle scelte. Ogni due mesi circa si convoca tutto il personale per fare il punto della situazione in modo che tutti siano aggiornati e responsabilizzati sulla situazione aziendale. Quando c’è stato da fare sacrifici si è sempre deciso di motivarne la necessità; la trasparenza ha quasi azzerato i conflitti».

Annalisa Aru, responsabile del personale e delle relazioni esterne, sottolinea lo sforzo in termini di coesione, di lavoro partecipato, di rispetto dei ruoli e d’onestà nell’impegno. «Il profitto – sottolinea non è il solo obiettivo aziendale; c’è la volontà ferma di fare bene per questo territorio e la speranza che da qui si possa raggiungere una sostenibilità rispettosa della dignità del lavoro e dell’impresa. Un sistema che possa essere un fiore all’occhiello per il Medio Campidano e la Sardegna».

Così, dopo un lungo inverno fatto di difficoltà e posti di lavoro a rischio, la fabbrica di piastrelle del Medio Campidano intravvede la primavera. Grazie all’apporto di tutti, nessuno escluso, ma soprattutto grazie al socio di maggioranza che fa capo a Bernhard Mazohl, l’industriale alto-atesino proprietario  dello stabilimento di Guspini. Mazohl non ha mai ceduto allo sconforto e ha continuato a investire sia sulle persone sia sull’innovazione tecnologica ed energetica, convinto che alla fine il buon lavoro avrebbe pagato: i quadri aziendali si sono formati anche grazie all’aiuto dei tecnici e degli operai più anziani.

Novantasei dipendenti, in buona parte ex minatori; stabilimento da oltre 30 mila metri quadri; quasi 20 milioni di fatturato annuo e bilancio del 2015 che si chiuderà con un utile, l’azienda prova a restare un punto di riferimento solido in un territorio squassato a più riprese dalla crisi. E lo fa cercando una dimensione più sarda; da «isola nell’isola» che guardava esclusivamente oltre il mare a impresa impegnata a costruire ponti solidi di dialogo con il tessuto produttivo locale e non solo.

La buriana non è ancora passata del tutto ma quattro anni dopo la crisi acuta fatta di costi insostenibili, fornitori e operai in rivolta, il gigante del Medio Campidano sta meglio e fa nuovi investimenti. Ceramica Mediterranea, con tecnologie d’avanguardia come le megastampanti digitali, sta riordinando il proprio processo produttivo per non perdere la sfida della competitività.

Tra gli obiettivi c’è la ferma intenzione di creare un giro d’affari significativo in Sardegna. In linea con la sua storia e la sua produzione. Nata nel 1993 per volontà della Regione con una legge che puntava a ricollocare gli ex minatori, la Ceramica Mediterranea (Cermed) fu messa in liquidazione dall’azionista pubblico nel 2001 e rilevata quindi da Bernhard Mazohl – allora leader nella commercializzazione di piastrelle – che l’ha caparbiamente difesa costruendo pazientemente un management capace e attento al territorio nel quale non mancano certo le eccellenze professionali e produttive.

Manager e quadri che portano avanti una gestione partecipata – incoraggiati dal proprietario – e propongono piastrelle di fattura eccellente, realizzate con materie prime isolane che catturano l’attenzione internazionale. Rispetto al passato, però, l’azienda guarda alla regione con progetti e azioni concrete. Come la piastrella a chilometro zero, dove il chilometro zero è per l’appunto la Sardegna: «Dalle materie prime, sino alle scatole che contengono le piastrelle è tutto fatto qui con l’obiettivo di garantire prodotti sardi, naturali ed ecocompatibili».

Senza perdere d’occhio i mercati internazionali, Cermed vuole ritagliarsi uno spazio commerciale importante pure nell’isola; per questo, nel 2015 è entrata nel Circuito di Credito Commerciale Sardex.net, convinta di trarne un doppio vantaggio che puntualmente si è verificato: nuove opportunità di guadagno e preziosa liquidità in euro risparmiata. «Grazie a Sardex riusciamo a vendere nell’isola e i crediti incassati li spendiamo in loco ». In crediti l’azienda ha pagato i corsi di formazione per il personale e, da poco, ha pure perfezionato un’intesa con la ditta Seunis imballaggi di Thiesi per un’importante fornitura di contenitori in cartone per piastrelle.

«Per noi Sardex.net rappresenta un partner strategico per affrontare il problema cruciale della cronica penuria di credito. Il Circuito è inoltre una vetrina promozionale che ha pochi eguali perché ti permette di accedere a una rete costituita da oltre 3 mila 500 imprese cui puoi vendere e da cui, potenzialmente, puoi avere in cambio larga parte di ciò che ti occorre». A Guspini si prova a guardare al futuro, partendo dalla Sardegna.

Di seguito vi proponiamo alcune interviste ad alcuni dei protagonisti quotidiani della vita dello stabilimento: Antonio Melis (responsabile del processo), Carla Cicilloni (ambiente, sicurezza e logistica) e Nicola Sarriu (responsabile manutenzioni e investimenti) realizzate con la collaborazione tecnica di Eja TV.

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