Altroconsumo: Sardex è moneta sociale

L’associazione dei consumatori dedica un lungo approfondimento al Circuito nel supplemento “InTasca” distribuito con il numero di gennaio della rivista cartacea.

Una moneta sociale. È la definizione di Sardex data dalla rivista Altroconsumo che nel supplemento “InTasca” dell’edizione cartacea del mese di gennaio, dedica ampio spazio alla storia e alle peculiarità del Circuito. Un modello – si legge nell’approfondimento firmato da Adelia Piva – che promuove l’economia sostenibile ed è attento alle comunità. Qualità evidenziate dal giornalista e documentarista Daniel Tarozzi nel suo libro “Una moneta chiamata fiducia – Oltre il denaro l’esperienza vincente di Sardex”, da qualche mese nelle librerie di tutta Italia e a cui l’articolo fa riferimento in vari passaggi.

Proprio il lavoro di analisi svolto da Tarozzi, l’ultimo in ordine di tempo di una serie che ha visto il Circuito raccontato dalle maggiori testate nazionali e internazionali e dalle università più prestigiose al mondo, consente di comprendere meglio la straordinaria efficienza del modello nato in Sardegna nel 2010 e che nel frattempo è stato esportato con successo in molte altre regioni italiane.

Sardex è infatti molto più di un modello efficiente, è uno strumento rigenerativo che dà linfa ulteriore all’economia del territorio, ne comprende le esigenze e mette a fattor comune le potenzialità inespresse. Non una fuga dall’economia tradizionale quanto un supporto operativo che consente agli iscritti, siano essi professionisti o partite iva, di trovare sbocchi commerciali e relazionali in un mercato complementare basato sulla fiducia e sul sostegno reciproco.

Il pezzo di Altroconsumo non manca di sottolineare le innovazioni che dal 2010 a oggi hanno accompagnato la crescita del Circuito: l’espansione territoriale oltre i confini della Sardegna, la crescita del numero di iscritti e l’apertura ai consumatori con il programma Bisoo.

Sardex è dunque esempio virtuoso di collaborazione che, secondo l’economista Massimo Amato dell’università Bocconi di Milano citato in chiusura dell’articolo, potrebbe utilmente ispirare l’Unione Europea nella ricerca di un assetto monetario maggiormente rispondente alle necessità degli stati membri.

Qui il link a pagamento dell’articolo nella sua versione integrale.

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