«Il nuovo negozio? L’ho fatto in crediti»

Alessandro Secci racconta come grazie al Circuito ha sostenuto la gran parte delle spese per aprire un nuovo negozio nel quartiere di Sant’Avendrace: 400 metri quadrati dedicati al benessere e al relax con prodotti di gamma alta. «Un azzardo che in euro non avrei mai potuto fare».

«Senza Sardex non avrei mai aperto il punto vendita». Alessandro Secci non usa giri di parole: il suo racconto vale più di mille descrizioni. Erede di un’attività storica «esistiamo da più di 70 anni», il commerciante cagliaritano è sostenitore convinto del Circuito di Credito Commerciale attraverso il quale ha effettuato un investimento importante: l’apertura di un altro negozio in città in viale Sant’Avendrace 119. La gran parte dei lavori è stata affrontata in crediti. «Un azzardo che in euro non avrei mai fatto», commenta con un sorriso sornione.

Secci, titolare assieme al fratello Massimiliano di un avviata e conosciutissima attività “Secci Enrico & Figli” con sede in via Mameli, è persona che fa del cambiamento la cifra della propria quotidianità. Prima con la trasformazione del negozio paterno da punto vendita d’abbigliamento a luogo per i prodotti legati al benessere (vedi articolo) e, ora, con una strategia aggressiva non certo comune, soprattutto nel commercio.

La scelta di Alessandro Secci, in questo contesto, appare una lucida scommessa. «Sardex – spiega – mi ha permesso di aprire un punto vendita in una zona della città vivace che a breve sarà trasformata dagli investimenti pubblici. Attualmente, con l’eliminazione del semaforo e la sua sostituzione con una rotonda, il viale Sant’Avendrace è veramente la vetrina di Cagliari. Via Mameli, dove siamo da 70 anni, sta assumendo una connotazione più turistica. Nello specifico, la nostra attività risente inevitabilmente dell’assenza di parcheggi per le vetture e i nostri clienti non entrano per pochi minuti».

Tutte considerazioni che hanno spinto l’imprenditore a reagire cercando di precedere i cambiamenti: «L’idea di espanderci c’era da un pezzo e è diventata realtà grazie al Circuito. Siamo iscritti da quattro anni e in tutto questo periodo abbiamo sperimentato forza e vantaggi dell’adesione: nuovi clienti, nuovi fornitori, incassi aggiuntivi che ti permettono di sostenere sia le spese ordinarie – come quelle personali e familiari- sia quelle straordinarie».

Tra queste ultime rientra a pieno titolo l’intera operazione di allestimento del locale di viale Sant’Avendrace: «Durante i lavori mi è capitato di trovare contemporaneamente sul posto almeno sette professionisti con i loro collaboratori, a spanne erano circa 20 persone che ho realizzato di potermi permettere grazie al Circuito». L’elenco delle professionalità coinvolte comprende, in ordine sparso: muratore, elettricista, ingegnere, tecnico per il posizionamento delle luci, azienda di disinfestazione, cartongessista, esperta in comunicazione, impresa che ha curato l‘insegna, l’artigiano che ha posato gli infissi.

Una storia di (stra)ordinaria collaborazione raccontata dai protagonisti a Mitzas. «Per la mia esperienza personale, Sardex ha dato la possibilità a molte piccole realtà di tenere la serranda sollevata, evitando la chiusura in un periodo difficilissimo che non è ancora alle spalle. Io sono anche andato ben oltre la gestione ordinaria, ad esempio nella rete di iscritti ho trovato un’agenzia di comunicazione che cura la mia immagine e la veicola non solo tra li aderenti ma a tutta la platea di potenziali clienti. Ma Sardex non è solo affari è innanzitutto relazioni virtuose che consentono pure di attirare euro. L’ingegnere che ha seguito i lavori nel mio locale e che ho pagato in crediti è stato incaricato dal proprietario dello stabile in cui sono in affitto di effettuare altre attività pagate in euro».

Sotto il profilo commerciale, Sardex è un eccellente prodotto: «Io – conclude Alessandro Secci – sono un venditore e vendo anche Sardex, ne sono convinto da sempre. Stiamo parlando di uno strumento che ha permesso alle aziende sarde di restare sul mercato – conclude Secci – consentendo a centinaia di famiglie di fare una vita più che dignitosa».

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